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Paragrafo 4 . Galileo: vittima e precursore.
     
La  repressione condotta dall'Inquisizione, dopo aver colpito le  idee
di religiosi e filosofi, e i riti popolari, si volse infine anche alle
"inquietanti"  teorie  scientifiche  che  si  andavano  elaborando   e
diffondendo  in  Europa,  e che mettevano in  pericolo  la  millenaria
visione del mondo sostenuta dalla Chiesa.
     La  pi  pericolosa  fra  queste nuove opinioni  sulla  struttura
dell'universo,  in  quanto  suffragata da calcoli  per  certi  aspetti
inoppugnabili,  era quella sviluppata dall'astronomo  polacco  Niccol
Copernico (1473-1543), conosciuta come "sistema copernicano". Fino  ad
allora  vigeva,  quale  unica ed accettata concezione  del  mondo,  il
"sistema  tolemaico", elaborato ad Alessandria d'Egitto dall'astronomo
greco  Claudio Tolomeo nel secondo secolo dopo Cristo, che  era  nello
stesso  tempo avallato dalla dottrina cristiana e si accordava con  la
filosofia  aristotelica  insegnata  nelle  universit.  Tolomeo  aveva
immaginato  l'universo come un sistema limitato di  sfere  luminose  e
perfette  (il  Sole  e  i  pianeti), ruotanti  intorno  alla  Terra  e
circondate  dal cielo delle stelle fisse, dove si collocavano  Dio,  i
santi  e  gli  eletti. Se la Terra e la specie umana, pur  essendo  al
centro  dell'universo,  erano imperfetti e  corrotti,  l'intero  mondo
celeste era invece la sede della bellezza e della perfezione.
     Copernico aveva in parte sovvertito quelle sicurezze, ponendo  il
Sole,  e non la Terra, al centro dell'intero universo; di un universo,
tuttavia, ancora considerato limitato e finito.
     Le  sue  affermazioni  erano  in  aperta  contraddizione  con  la
Bibbia, in cui si trovavano espliciti riferimenti all'immobilit della
Terra  e al movimento del Sole attorno ad essa. La serrata critica  di
tali   fondamenti  avrebbe  perci  invalidato  l'intera   impalcatura
biblica,  in  quanto  avrebbe posto in dubbio l'incontestabile  verit
contenuta nelle Sacre Scritture, ispirate da Dio.
     La   teoria   copernicana  comunque,  mentre  venne   prontamente
condannata
     
     p 193 .
     
     dai  protestanti  per i quali la Bibbia era  la  sola  fonte  del
sapere  cristiano, non incontr un'opposizione altrettanto  decisa  da
parte  della Chiesa cattolica. Questa assunse una posizione pi rigida
a  partire  dai primi decenni del Seicento, spinta dalla necessit  di
non  opporsi  alle  critiche  dei protestanti  e  da  una  pi  matura
consapevolezza  delle  implicazioni teologiche e  morali  della  nuova
teoria  cosmologica, che nel frattempo era stata suffragata  da  prove
sempre  pi  indubitabili.  Determinante fu la  conferma  sperimentale
della  teoria  copernicana  ad  opera  dell'astronomo  pisano  Galileo
Galilei (1564-1642).
     Galileo,   dopo   aver   frequentato   l'universit   di    Pisa,
apprendendovi  la  matematica, vi aveva ottenuto  un  incarico  (1589-
1592). Nel 1592 era passato ad insegnare nello studio di Padova (1592-
1610), particolarmente fecondo di risultati grazie al clima di libert
tollerato  dalla repubblica veneziana. A Padova egli si  era  rivelato
uno  studioso  sui generis, interessato non soltanto alla  teoria,  ma
anche all'esperienza pratica e ad ogni tipo di congegno meccanico  che
osservava puntigliosamente nell'arsenale navale di Venezia.
     L'affinamento  del cannocchiale, che era stato  introdotto  dagli
ottici  olandesi,  consent  allo scienziato  italiano  l'osservazione
diretta  del mondo dei pianeti e delle stelle. Grazie ad essa, Galileo
invalid  le  dottrine  di  Aristotele e di  Tolomeo  sulla  struttura
dell'universo  e  dimostr che la Luna, il Sole e  gli  altri  pianeti
erano  imperfetti  quanto  la Terra ed ubbidivano  alle  stesse  leggi
fisiche.  Nel presentare queste sconvolgenti novit scientifiche,  con
il  trattato  Sidereus Nuncius (1610), Galileo ne difese rigorosamente
il  valore  e  il metodo, anche se i risultati andavano  contro  certe
verit di fede a cui egli stesso aveva dato credito, ma che da allora,
in quanto erronee nella verifica, dovevano essere riviste.
     In  sospetto  al mondo accademico tradizionale e a vasti  settori
della  Chiesa, che vedevano nei suoi studi una conferma dell'avversato
sistema    copernicano,    Galilei    non    ubbid    all'ingiunzione
dell'Inquisizione   di   desistere  dai  suoi  esperimenti.   Contando
sull'appoggio di papa Urbano ottavo (1623-1644) e della corte medicea,
della  quale era diventato astronomo ufficiale, egli manifest  infine
chiaramente   la  sua  completa  adesione  alla  teoria   copernicana,
pubblicando il suo capolavoro, il Dialogo sopra i due massimi  sistemi
del   mondo   (1632),   nel   quale  il   sistema   tolemaico   veniva
definitivamente  superato.  La  reazione  fu  immediata:  egli   venne
processato  dall'Inquisizione come eretico, costretto  ad  abiurare  e
condannato  alla  prigione  a vita, commutata  poi  in  una  sorta  di
domicilio  coatto  nella  sua casa di Arcetri,  presso  Firenze,  dove
riusc ancora a lavorare, nonostante la cecit, fino alla morte.
